TunGstène vs Photoshop: una guerra all’ultimo pixel

Negli ultimi anni, la tecnologia è entrata di peso nel mondo della fotografia. Qualcuno potrebbe dire che l’accesso a software di modifica delle immagini, come Photoshop, ha democratizzato la fotografia stessa. Oggi, chiunque desideri vedersi più magro, più giovane, con più seno, può. Ma non è tutto, tali software permettono di deformare, modificare i colori: uno scatto può rappresentare non più la realtà oggettiva bensì la realtà così come l’autore della foto la vede. Un mondo dai colori più intensi o un bianco e nero manicheo, tutto diventa possibile.

Lasciando da parte ogni disquisizione relativa al concetto di arte applicato alla fotografia, vorrei soffermarmi sui danni potenziali che una foto ritoccata può causare all’informazione. Uno scatto modificato a insaputa del pubblico che lo guarderà domani, sul giornale, può scatenare o calmare l’opinione pubblica. Le immagini delle manifestazioni a volte si contraddicono ma chi può dire se quel giorno, in quella piazza c’erano 2 milioni o solo 2 mila persone? Il volto di Osama Bin Laden, dilaniato e ripugnante era un falso. Quella foto non è mai stata scattata, è solo la modifica, creata ad hoc, di un’altra immagine, ben nota, dello stesso Osama sano come un pesce. 

Per chi non ama essere preso per il naso con immagini truffaldine, sarà quindi una buona notizia sapere che l’agenzia di stampa France Press si è recentemente dotata di un software che non modifica le immagini bensì riconosce quando una foto è stata ritoccata. Si chiama TunGstène ed è nato inizialmente per i Ministeri delle Difesa – altre vittime delle foto di reportage truccate – ma di recente anche l’agenzia francese ha deciso di utilizzarlo affinché le foto divulgate siano rigorosamente vere. Vere così come sono state scattate.

“On s’est rendu compte rapidement qu’il y a un problème de sur-développement, qui peut confiner à la retouche. Le sens de l’image peut en être complètement altéré.” (Ci siamo resi conto in fretta che esiste un problema di eccessiva elaborazione, che sfora nel ritocco. Il senso dell’immagine può risultarne completamente alterato) [http://www.lemondedelaphoto.com/TunGstene-un-logiciel-detecteur-de,4558.html] ha dichiarato Roger Cozien, creatore del software.

TunGstène é ancora ben lungi dall’essere diffuso quanto Photoshop visto anche il costo del software (circa 50 mila euro) ma potrebbe aiutarci a vederci più chiaro, almeno in merito alle fotografie dell’informazione.

Per distinguere invece la foto di un artista e quella di un fotografo un po’ troppo propenso all’utilizzo di programmi per fotoritocco, ci vorrà ben altro che un software milionario..

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