Informazione e sangue: il costo umano delle rivolte siriane
La Siria continua a sanguinare, mentre la comunità internazionale finge di indignarsi senza aiutare in alcun modo i cittadini siriani e inviando i propri giornalisti a morire per scattare una foto.
Mentre il mondo dell’informazione piange oggi i due reporter morti ad Homs, Marie Colvin e Rémi Ochlik, e il blogger siriano Rami al-Sayed, già si cominciano ad ignorare quegli altri giornalisti, Edith Bouvier e Paul Conroy, feriti anche loro in queste ore da questo regime che, ad ogni costo, anche e soprattutto umano, tenta ad ogni modo di non far trapelare ciò che accade in Siria.
Quanti giornalisti, fotoreporter e blogger “occidentali” dovranno morire prima che si decida, con forza, che non è più possibile tollerare che le rivolte siriane finiscano nel sangue?
